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		<title>PARITÀ DI GENERE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 17:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persone e lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Per ricordare a tutti l’importanza della genitorialità per l’impresa, Sonia Malaspina, direttrice delle risorse umane e dal 2023 direttrice di relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Danone Italia, ha scritto un libro: “Il congedo originale”, di cui è autrice con Marialaura Agosta. Come si legge già nel dorso del volume, forse la domanda da porsi  [. . .]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1664px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1" style="--awb-font-size:var(--awb-typography4-font-size);--awb-line-height:var(--awb-typography4-line-height);--awb-letter-spacing:var(--awb-typography4-letter-spacing);--awb-text-transform:var(--awb-typography4-text-transform);--awb-text-font-family:var(--awb-typography4-font-family);--awb-text-font-weight:var(--awb-typography4-font-weight);--awb-text-font-style:var(--awb-typography4-font-style);"><p>Per ricordare a tutti l'<b>importanza della genitorialità per l'impresa</b>, Sonia Malaspina, direttrice delle risorse umane e dal 2023 direttrice di relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Danone Italia, ha scritto un libro: <b>"Il congedo originale"</b>, di cui è autrice con  Marialaura Agosta.</p>
<p><span style="font-family: var(--awb-text-font-family); font-size: var(--awb-font-size); font-style: var(--awb-text-font-style); letter-spacing: var(--awb-letter-spacing); text-align: var(--awb-content-alignment); text-transform: var(--awb-text-transform);">Come si legge già nel dorso del volume, forse la domanda da porsi non dovrebbe essere</span><b style="font-family: var(--awb-text-font-family); font-size: var(--awb-font-size); font-style: var(--awb-text-font-style); letter-spacing: var(--awb-letter-spacing); text-align: var(--awb-content-alignment); text-transform: var(--awb-text-transform);"> </b><span style="font-family: var(--awb-text-font-family); font-size: var(--awb-font-size); font-style: var(--awb-text-font-style); letter-spacing: var(--awb-letter-spacing); text-align: var(--awb-content-alignment); text-transform: var(--awb-text-transform);">"come facciamo a risolvere il problema della maternità in un'impresa?"</span><span style="font-family: var(--awb-text-font-family); font-size: var(--awb-font-size); font-style: var(--awb-text-font-style); letter-spacing: var(--awb-letter-spacing); text-align: var(--awb-content-alignment); text-transform: var(--awb-text-transform);">,</span><span style="font-family: var(--awb-text-font-family); font-size: var(--awb-font-size); font-style: var(--awb-text-font-style); letter-spacing: var(--awb-letter-spacing); text-align: var(--awb-content-alignment); text-transform: var(--awb-text-transform);"> ma piuttosto </span><b style="font-family: var(--awb-text-font-family); font-size: var(--awb-font-size); font-style: var(--awb-text-font-style); letter-spacing: var(--awb-letter-spacing); text-align: var(--awb-content-alignment); text-transform: var(--awb-text-transform);">"quanto valore può portare la genitorialità in un'azienda?".</b></p>
<p>Abbiamo incontrato <b>Sonia</b> in occasione di un'intervista congiunta realizzata grazie a <b>DILIGENTIA ETS</b>, per parlare di pari opportunità nelle aziende, insieme con la<b> founder di Women in Procurement Lucy Spicuzza, e Marta Delfine</b>, direttore del <b>Procurement Department di Minsait (Gruppo Indra) e Ambassador di Women in Procurement</b>. Si è parlato di<b> donne e aiuto alla genitorialità</b> non come dovere ormai istituzionale per le aziende (in particolare per quanto riguarda le pari opportunità da certificare secondo la Prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022 secondo un insieme di indicatori prestazionali) ma come fattori di competitività e grandi opportunità.</p>
<p>"In Italia siamo posizionati molto male sia in un senso sia nell'altro", spiega Sonia Malaspina. "<b>La parità di genere nel nostro Paese è lontana dall'essere una realtà </b>e si fanno sempre meno figli perché le donne non sono accompagnate nel percorso della maternità, come pure le coppie e le famiglie nel vivere serenamente la genitorialità."</p>
<p>Noi aggiungiamo i numeri: Il Global Gender Gap Report del 2024 mette<b> l'Europa al primo posto tra i cinque continenti per parità di genere.</b> Sette dei dieci <b>Paesi con i punteggi più alti</b> sono <b>europei</b>, con l'Islanda in cima alla classifica, seguita sul podio da Finlandia e Norvegia. Tra le dieci economie dove il divario tra uomini e donne è più ridotto troviamo la <b>Svezia, la Germania, l'Irlanda e la Spagna</b>. In questo contesto l'<b>Italia</b> si distingue negativamente: perde ancora posizioni rispetto al 2023 e <b>si classifica all'87° posto su 146 Paesi</b> a livello mondiale e al <b>37° tra i 40 paesi europei</b>. Peggio dell'Italia fanno solo Ungheria, Repubblica Ceca e Turchia.</p>
<p>E aggiungiamo ciò che <b>Paola Corna Pellegrini</b>, presidente di <b>Winning Women Institute</b>, spiega proprio nel libro, e che offre dati spietati: <b>"Solo il 50% delle donne lavora, meno del 20% ricopre posizioni di top management, solo il 3% dei CEO delle aziende quotate sono donne"</b>.</p>
<p>In questo panorama sconfortante, soprattutto se si pensa agli <b>ESG e all'AGENDA 2030,</b> proprio <b>Danone </b>si è fatta portavoce di un Manifesto per la <b>parità di genere nella filiera</b>, sottoscritta proprio da <b>Sonia Malaspina</b>, anche in veste di presidente del comitato scientifico di Winning Women Institute, e da<b> Paola Corna Pellegrini</b>.</p>
<p>Recita il manifesto: "<b>La parità di genere</b>, l'occupazione e la <b>crescita professionale femminile non è solo un'istanza sociale</b>, ma rappresenta molteplici opportunità. La Banca d'Italia stima che <b>il calo demografico avrà un impatto sul PIL pari al 7,6%</b> nel<b> 2050</b>. Se il <b>tasso di occupazione femminile</b> raggiungesse quello maschile<b> entro il 2040 </b>la perdita del PIL sarebbe solo del <b>1,7%</b>. Favorire una maggiore <b>occupazione femminile</b> significa dar vita a un <b>circolo virtuoso</b>: significa generare <b>maggiore produttività, maggiore competitività</b> e da ultimo <b>maggiore natalità</b>. Il tasso di <b>natalità dell'Italia</b> è molto basso, pari al <b>1,25 rispetto al 1,53 media europea</b>".</p>
<p>Partire dalla filiera delle aziende è fondamentale per moltiplicare le buone pratiche e secondo <b>Marta Delfine e Lucy Spicuzza</b> proprio <b>le donne</b> hanno un'<b>attenzione più spiccata nel sostenere, appoggiare e aiutare i propri fornitori</b> nei passaggi e nel percorso verso una sostenibilità anche sociale: quindi <b>Welfare e pari opportunità</b>.</p>
<p>Se per <b>Danone</b> un fornitore che rispetti e certifichi certi parametri e determinati valori è da premiare nella filiera, in generale sono proprio <b>le donne gli elementi più determinati</b> e insieme più accoglienti nel realizzare un sostegno alle aziende fornitrici che vogliono dotarsi di certificazioni.</p>
<p><b>"All'inizio della mia carriera ero timidissima"</b>, racconta <b>Marta Delfine</b>. "<b>Per affermarmi</b> di fronte ai dirigenti della mia azienda e ai nostri fornitori mi rendevo conto che <b>sceglievo un atteggiamento "maschile"</b>, che in fondo non mi apparteneva.<b> Mi sembrava</b> in questo modo <b>di essere più autorevole.</b> Magari di ottenere migliori prezzi e una maggiore qualità dalla filiera di fornitura. <b>Poi ho capito che era esattamente il contrario.</b> Proprio il mio essere<b> più empatica</b>, <b>accogliente</b>, <b>rispettosa</b> di chi avevo davanti, <b>insomma femminile</b>, alla lunga <b>ha pagato in qualità e sostenibilità</b> nei rapporti umani. Ora abbiamo <b>fornitori</b> che si sentono<b> valorizzati</b>, che non lesinano sulla qualità dei loro progetti, che sono <b>disposti ad ascoltare</b> le nostre <b>esigenze </b>e alla fine che ci rendono molto più competitivi verso i concorrenti. Spendere meno, chiedere prezzi "strozzati" alla filiera non equivale certo a diventare più competitivi sul mercato. Anzi, <b>Noi di Women in Procurement </b>pensiamo che proprio in questo ruolo, solitamente visto come un po' maschile, aggressivo, <b>l'elemento femminile sia un grande valore aggiunto</b>".</p>
<p>"Quando si parla di <b>sostenibilità</b>, che è ciò che richiediamo alle nostre aziende partner, parliamo di<b> sostenibilità ambientale,</b> certo, ma anche <b>etica e sociale</b>. Un <b>lavoro</b> di squadra deve <b>nascere in un ambiente non tossico</b> ma fondato sul senso di s<b>olidarietà, tolleranza, aiuto reciproco</b>. La diversità è sicuramente un patrimonio per le aziende, perché crea energie, ma anche un senso di appartenenza e riscatto. Per questo per noi è stato importante anche il <b>sostegno alla maternità </b>e, ovvio, anche alla paternità", aggiunge <b>Sonia Malaspina</b>.</p>
<p><b>"C'è un mondo di nuovi padri</b> che aspirano a veder crescere da vicino i loro figli, a ricoprire un ruolo di partecipativo nella <b>gestione dei bambini più piccoli</b> e ad offrire un autentico <b>sostegno alle loro compagne</b> in fatto di conciliazione lavoro/famiglia. Noi di <b>Women in Procurement </b>stiamo facendo alcuni studi, proprio per capire anche queste nuove necessità. <b>Non siamo "femministe".</b> Piuttosto <b>parliamo</b> proprio di <b>pari opportunità</b> e quindi cerchiamo di capire le lacune delle organizzazioni aziendali anche in questo senso", spiega<b> Lucy Spicuzza, come fondatrice di Women in Procurement</b>.</p>
<p>Un <b>grande studio</b>, che verrà presto presentato, riguarda le <b>gare d'appalto e le pari opportunità</b>, per capire quanto questo requisito venga oggi rispettato come premialità nell'ambito della valutazione di un'azienda pubblica o privata. Aggiunge <b>Marta Delfine</b>: "Quello che possiamo per ora anticipare è che<b> c'è un picco di gare d'appalto</b> in cui questo requisito è rispettato <b>solo nel Centro Italia</b>, dove si trovano ovviamente <b>istituti governativi e ministeri</b>. Per il resto, purtroppo, non si capisce proprio come possano partire gare d'appalto senza questi requisiti necessari: <b>quali sono le deroghe che sono state tenute in conto?</b> Una domanda che certo per ora non ha una vera risposta,<b> ma inquieta</b>".</p>
<p>Anche<b> Diligentia ETS</b>, che ha promosso questo incontro, <b>vuole sottolineare</b> ancora una volta<b> l'importanza di trascinare la filiera</b> – come hanno già fatto con il <b>Manifesto di WWI (Winning Women Institute) Danone</b> e le aziende che lo hanno sottoscritto – ad adottare standard accreditati per misurare in modo riconosciuto le performance di sostenibilità. In questo modo le aziende fornitrici diventano a tutti gli effetti partner delle imprese capofila, non solo nei risultati economici ma soprattutto nella mission e nella filosofia.</p>
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